Prima parte

Si chiama caducità. È una “qualità delle cose” (recita Treccani), il loro “esser destinate a cadere o a perire”. E si può ben dire che, almeno in letteratura, questo della caducità è (paradossalmente) il tema più duraturo tra tutti. Vi è fin dall’inizio. Dal primo momento che pose mano allo scrivere, l’uomo si è confrontato con la caducità delle cose. E di sé. Costituisce il cuore e il tema portante del più antico racconto a noi pervenuto. Scritto su tavolette d’argilla, restituite dal deserto.

Svolgo la professione di Impresario Funebre da tanti anni, ma c’è voluto molto meno tempo per avere chiara una cosa: ogni Funerale fa storia a sé.

L’organizzazione a monte è un copione quasi sempre uguale, certo, ma il resto è unico e irripetibile. E questo perché il "resto", che poi nel mio lavoro è "tutto", è fatto di storie, famiglie, individui, che suscitano emozioni e depositano in me ricordi sempre diversi.

Passeggiamo immersi nella quiete del giardino di una bellissima Casa di riposo di Moncalieri.
Il parco interno alla Struttura è completamente spopolato, c'è pace e un sole generoso ci scalda le spalle.

Oggi la Funzione è prevista nella chiesa interna alla Villa, solo in seguito ci muoveremo verso il cimitero, e come al solito io sono arrivato con buon anticipo...

Quanto oggi mi appresto a scrivere non si riferisce ad un tempo troppo recente.

Si tratta di una storia che mi ha molto colpito e risale oramai a diversi mesi fa.
Non so perchè non mi è capitato di scriverne prima. Ho preferito aspettare, per una forma di pudore forse, o di discrezione nei confronti dei protagonisti, di cui, come al solito, non farò nome...

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